Fuori dagli sguardi: i piccoli progressi di Francesco

7/23/20261 min read

Siamo a metà del 2026. Francesco continua a fare regolarmente le sue sedute di terapia occupazionale, mirate a migliorare il suo rapporto con il cibo, con gli odori e con le diverse consistenze. Io e mia moglie siamo molto costanti nel portarlo, anche se dobbiamo ammettere che i miglioramenti stentano ad arrivare. Sappiamo bene che il percorso è lungo, che non ci sono scorciatoie e che ci vuole tantissima pazienza.

Poi, all'improvviso e senza che nessuno se lo aspettasse, sono successe due cose.

La prima è accaduta a scuola. Senza che nessuno lo sforzasse, Francesco ha assaggiato la mela. Ha iniziato a mangiare dei piccoli spicchi, molto lentamente, con i suoi tempi. Quando le maestre me l'hanno raccontato ero davvero felicissimo. Da quel momento qualcosa si è sbloccato, e oggi la mela (rigorosamente rossa) è rientrata stabilmente tra i suoi cibi preferiti.

Il secondo episodio è accaduto qualche mese più tardi, ed è ancora più recente. Al nono giorno di centro estivo, Francesco ha "mangiato" la pasta in bianco: un piatto di fusilli conditi con burro e parmigiano. Per chiunque altro sarebbe una cosa da niente, ma per noi è stato un piccolo shock, visto che a casa ha sempre rifiutato categoricamente la pasta.

Mi chiedo spesso perché questi eventi siano accaduti proprio fuori da casa.

Credo che in un ambiente diverso, e soprattutto al centro estivo, Francesco non si senta osservato o giudicato. È un contesto leggero, dove nessuno conosce nei dettagli la sua particolare situazione e dove lui può sentirsi libero, persino di fingere di essere un altro o di fare semplicemente quello che vede fare agli altri bambini, senza etichette.

Dopo quel giorno non ha più assaggiato la pasta in bianco, ma lui non sa che noi lo sappiamo. In accordo con la terapista, abbiamo scelto di non fare alcuna forzatura e di non chiedergli di ripetere l'esperimento a casa. Continuiamo a proporgliela a tavola con serenità, senza alcuna pressione e senza aspettative. Sarà quel che sarà.

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